Lunedì 26 novembre ho avuto la fortuna di assistere, spettatore prima che dj della serata, alla performance gratuita di Cody ChesnuTT nel piccolo music club de Le Mura a Roma. In molti si domandavano come mai il management, ma soprattutto l’artista, non avessero optato per una location più grande – ed onestamente anche io mi ero posto questa domanda vista la notorietà del personaggio e la possibilità di fare “business” da questo evento -.

Poi, appena il live è iniziato, ho compreso le motivazioni, che solo ora posso dire sacrosante. Le circa cento persone che pazientemente hanno aspettato fuori dal locale la fine del soundcheck si sono trovate coinvolte in uno spettacolo unico ed irripetibile: Cody, elmetto da guerra in testa (“per combattere in prima linea la battaglia contro le avversità della vita”), è arrivato sul palco ed ha annullato subito le distanze col pubblico. Ha fatto accomodare alcuni presenti sul divano sul quale lui era seduto per suonare, ha voluto da subito rompere l’emozione collettiva creando un rapporto colloquiale da salotto.

Al di là della musica e della sua voce, calda e convincente come quella di Marvin Gaye, il vero show l’ha fatto il rapporto di feedback biunivoco artista-pubblico. Una cosa improponibile all’interno di uno spazio più capiente. Perchè oggi il pubblico ha bisogno di energie creative e l’artista ha bisogno di sentirsi parte del pubblico. Basta con gli stereotipi da rockstar irraggiungibile e dannata, abbiamo bisogno di soul, di musicisti che ci parlino di valori semplici, di sentire quella vibrazione collettiva positiva che il giorno dopo ci fa vedere le cose in modo diverso.

Grazie Mr. Chesnutt, hai dato a tutti una bella lezione di stile!

(Massimo Andreozzi/ Funk Pope)

video: http://youtu.be/B2pd6O1G1AE
(video by Massimo Andreozzi)