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Lunedì 10 febbraio, ore 21.10, su Sky Cinema Uno e venerdì 14, ore 22.50, su Sky Cinema Passion andrà in onda “Amore Oggi”, opera prima per i due giovani registi materani Giuseppe Stasi e Giancarlo Fontana, autori qualche anno fa di “Inception – Nella Mente di Berlusconi”, celebre video-parodia che ha dato il “la” alla loro carriera registica. Una divertente ed innovativa commedia sull’evoluzione dei rapporti amorosi ai giorni nostri che ha visto anche la supervisione de lasituazione alla colonna sonora originale, composta dal nostro amico Stefano Switala, già distintosi per le soundtracks di “N Variazioni”, “Ma l’Amore Sì”, “Ti Sposo Ma Non Troppo”, “Gangland Graveyard” (su PBS USA) e per le musiche originali di numerosi spettacoli teatrali. Giuseppe e Giancarlo sono grandi amanti ed esperti di musica, abbiamo così colto l’occasione per farci due chiacchiere sul suo ruolo nella realizzazione di un film e sul loro incontro con il compositore Stefano Switala…

Che importanza date alla musica nel film? Che funzione deve avere la colonna sonora originale?

Giuseppe Stasi (GS): La musica è la carta d’identità del film, o meglio la sua fedina penale. In essa sono contenute tutte le informazioni necessarie: altezza, età, segni particolari, precedenti reati. Dice tutto sul film, su come si muovono i suoi personaggi e su che tipo di emozione scateneranno certe scene. E in quanto identità del film, la musica può determinarne il valore complessivo.

Giancarlo Fontana (GF): Infatti. Una musica giusta può salvare un film non completamente riuscito, ma una musica sbagliata è capace di rovinare un capolavoro. E’ una questione di precisione matematica, di perfetta alchimia tra immagini e suoni. Se si sbagliano le dosi, il risultato può essere fatale.

 

Ci sono dei film in particolare che ricordate per la loro colonna sonora? Quali sono i vostri compositori preferiti?

GS: Da spettatore, personalmente, sono affezionato a centinaia di film. Ma ce n’è uno in particolare ,”Ubriaco d’Amore” di Anderson, in cui il compositore Jon Brion è riuscito a elaborare brani stranianti e assolutamente anticonvenzionali. Ti capitava di vedere una tranquillissima scena di dialogo tra Adam Sandler e Emily Watson seduti a un tavolo durante una cena romantica e di sentire in sottofondo distorsioni sonore, cupe, tesissime. Penso che nel lavoro di Brion si rispecchi un po’ il ruolo che dovrebbe avere la musica in qualsiasi film: non pesare sulle immagini, non esaltarle, ma portare lo spettatore verso qualcosa che è al di là di quello che sta vedendo. Detto questo, nella lista dei miei compositori preferiti ci metto, assieme a Jon Brion, Philippe Sarde, Thomas Newman e Howard Shore.

GF: Io amo molto il lavoro di Hans Zimmer. La dimensione verso cui si spinge nell’utilizzo degli strumenti, spesso ricavandone la matrice più profonda e mistica, e l’originalità e la follia che ci mette nel lavoro di arrangiamento. In “Inception” ha ricavato il leit motiv dell’intera colonna sonora da “Non Je Ne Regrette Rien”. Se si ascolta attentamente, e al doppio della velocità, il brano con cui si apre il film, si scopre che si tratta delle note precise della famosa canzone di Edith Piaf, rielaborate da Zimmer e calate con straordinaria coerenza nell’atmosfera ambigua del film, sempre in bilico tra realtà e dimensione onirica.

 

Inizialmente avevate pensato di attingere da brani di library già esistenti per sonorizzare le scene del film, ma poi avete preferito rivolgervi ad un compositore. Cosa ha apportato la musica di Stefano Switala al film?

GF: Durante i nostri primi incontri, Stefano ci disse una frase illuminante a proposito della colonna sonora originale: “è un vestito che deve aderire perfettamente alle forme del film, deve essere elegante e comoda al tempo stesso”. In questo Stefano ci è stato molto d’aiuto. Ha intuito subito il sapore del film e tutto quello che ci ha sottoposto non era mai fuori tono. Diciamo che questa collaborazione è stata una sorta di rampa di lancio…

GS: Lavorare con Stefano è stato una specie di battesimo. Era la prima volta che collaboravamo con un compositore ed è stato stimolante e piacevole costruire assieme il look musicale di quelle che erano delle scene cruciali del film, confrontandoci sui rispettivi gusti e spesso arrivando a elaborare soluzioni su cui eravamo d’accordo prima ancora di discuterne. E’ vero, la musica originale è un lavoro di alta sartoria.

il trailer del film