Venerdì 14 giugno presso l’Angelo Mai Altrove Occupato si terrà un triplo ed emozionante live dal sapore folk che vedrà sul palco il progetto anglo-italiano A.K.Ellis (con il compositore e pianista Valerio Vigliar e la cantante e chitarrista Sylvie Lewis), i nostrani Persian Pelican e, per la prima volta in Italia, la folk singer di adozione newyorkese Dawn Landes. Abbiamo incontrato l’affascintante Dawn al sorgere del Sole di una domenica durante un insolito mini-live sui tetti di Rione Monti (nel centro più centro di Roma) e le abbiamo fatto qualche domanda per introdurre il suo concerto romano.

È il tuo primo tour in Italia?

Sì… Durante i tour precedenti sono stata in Francia, Gran Bretagna, Spagna e Olanda, ma nel vostro Paese non avevo mai suonato! Ho sempre desiderato di venire qui, sono molto felice!

Il folk è storia… Cosa provi all’idea di suonare a Roma, vicino alle rovine?

Mi piace la storie dei luoghi e delle cose. Penso che le canzoni folk raccontino sempre e nuovamente la storia, scavando per nuove verità. L’architettura, le pietre sulle strade, raccontano tutte una storia. Visitare San Pietro è stata una cosa magica: ho sentito parlare della Cappella Sistina da quando ero piccola e quindi essere a Roma ha una sapore molto speciale per me. Come cantavano i Beach Boys “good vibrations”!

Stai facendo il tuo tour europeo in compagnia di Silvie Lewis. Come è iniziata la vostra collaborazione?

Ho conosciuto Silvie a New York attraverso Sondre Lerche e ho subito apprezzato il suo modo di scrivere e di cantare. Sono felice di salire sul palco con lei, di fare dei pezzi assieme… è una cantante favolosa! Credo che ci saranno delle energie sorprendenti in questo tour!

Il tuo ultimo album, “Mal Habillee”, è in francese. Come mai hai scelto questa lingua?

Ho passato molto tempo in Francia durante il mio scorso tour europeo, vivendo lì un poco. Mi sono innamorata della lingua e tutte le nuove parole che conoscevo mi hanno ispirata molto. Le parole si sono trasformate da sole in canzoni, credo… Magari mi innamorerò anche di qualche parola italiana!

La danza sembra ricoprire un ruolo molto importante nella tua musica. Perché?

Questa sì che è un’osservazione interessante! Quando ero bambina ero una ballerina provetta. Probabilmente buona parte del mio amore per la musica proviene dal mio amore per la danza. Adoro osservare il pubblico e vederlo muoversi a suon di musica… è una cosa meravigliosa!

C’è una canzone del tuo passato che avresti voluto scrivere tu?

Mmmmh… Direi che “The Book of Love” dei Magnetic Fields è una canzone perfetta. L’ho sentita cantare a molti matrimoni e ogni volta che l’ascolto mi vibra dentro. Sì, vorrei aver scritto quel pezzo!

(a cura di Massimo Andreozzi, Valerio Mirabella e Sylvie Lewis)

guarda il video del live di Dawn Landes con Sylvie Lewis all’alba sui tetti di Roma: https://www.facebook.com/photo.php?v=10201411445272051&set=vb.1352257271&type=2&theater

per informazioni sull’evento: https://www.facebook.com/events/568364056537521/